Emergono nuovi dettagli nell’inchiesta che fa capo al delitto del giovane Emanuele Burgio di 26 anni. Sono stati infatti trovati grazie alle telecamere sul luogo del delitto, due testimoni oculari dell’omicidio, coloro i quali hanno visto morire con i loro occhi il giovane.
Dai racconti dei testimoni emergono nuovi particolari, ma c’è da accertare contro ogni ragionevole dubbio la verità di quanto affermato da questi due teste.
Secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia, sono stati depositati agli atti del tribunale del Riesame,che domani deciderà sulle istanze presentate dai presunti assassini, Domenico e Matteo Romano, difesi dagli avvocati Giovanni Castronovo, Vincenzo Giambruno e Antonio Turrisi. In carcere pure Giovan Battista, figlio di Domenico.
Ciò che emerge dal racconto è il fatto che sarebbe stato Burgio a chiamare il gruppetto perché voleva parlare con loro, e non il contrario, né Antonio Tinnirello nega la sua presenza il giorno della morte di Emanuele.
L’altro testimone interrogato è Pietro Scelta, amico della vittima. Racconta di aver provato ad evitare che Burgio andasse a quell’incontro per il litigio, ma senza successo. Poi gli spari.
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