
Capozucca sulla Serie B: “Solo 4-5 squadre possono investire. Poi c’è ben poco”
L’ex direttore sportivo della Ternana, Stefano Capozucca, ha parlato della Serie B in un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Firenze Viola durante la trasmissione scanner. Il dirigente ha fatto il punto sulla situazione economica del campionato e delle squadre. In tal senso la maggior parte di esse non riesce a fare investimenti importanti dovendo ricorrere ai prestiti. Ecco di seguito le sue parole.
Capozucca sulla Serie B
“Chi fa la B deve avere la speranza di andare nella massima categoria dove ci sono dei ricavi maggiori. E’ normale che ci siano diverse pretendenti alla promozione, questo permette a queste squadre di avere organici importanti“.
La differenza tra chi investe e chi non può farlo: “Quando si fa ricorso ai prestiti è perché c’è mancanza di soldi. A Terni l’anno scorso io ho fatto praticamente solo prestiti. Abbiamo vissuto con i premi valorizzazioni che ci davano le squadre. Quando non si hanno delle risorse, si ricorre a questo tipo di soluzioni. Così le società non hanno valore. Se si levano quelle 4-5 squadre che hanno fatto mercato, tipo il Palermo e la Sampdoria, anche la Cremonese che ha fatto mercato e che hanno investito, poi c’è ben poco”.
Sul campionato: “La Serie B è un campionato molto difficile, a parte il Sassuolo che ha un piede e mezzo in Serie A, anche il Pisa ha grosse possibilità di salire. Il resto è tutto in ballo, in evoluzione. In fondo abbiamo squadre importanti, il Frosinone, la Samp, la Salernitana. Importanti come rosa, come club, come proprietà. Sono squadre che hanno fatto la Serie A negli ultimi anni. La Sampdoria pensava di fare un campionato di vertice, mentre adesso sta cercando di tirarsi fuori dalle sabbie mobili. La classifica è pazzesca, vedo il Cosenza ormai andato anche a causa della penalizzazione, ma poi c’è una bagarre incredibile“.
“Si va più sull’usato sicuro, anche se io penso che la B dovrebbe essere un campionato che prepara i giocatori per la Serie A, invece non è così“.
“La Serie B viene seguita, però oggi dove ti giri ti giri ogni giorno c’è il calcio. Quindi siamo un po’ saturi di partite, di campionato, di coppe. Seguire anche la Serie B diventa difficile“.
Sui giovani: “Il problema dei giovani è quello dei risultati. Non siamo abituati alla sconfitta al giorno d’oggi. Non si accettano le critiche della stampa se si perde. Questo comporta anche chi giuda le squadre ad avere degli organici un po’ più esperti. A volte si penalizzano i giovani, e si preferisce andare sul sicuro. Ci sono tanti giovani che meritano di giocare e andrebbero fatti esordire. Prima di tutto però in questa società viene il risultato e non vi è tempo”.
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